Malattie del cane: sintomi, cause e rimedi a 65 malattie diverse | Petyoo

Malattie del cane: sintomi, cause e rimedi a 65 malattie diverse

Sono elencate le malattie in ordine alfabetico, e di ognuna troverete i sintomi e, dove è possibile, anche la cura.

Indice:

Non improvvisatevi veterinari, né fidatevi di chi — non avendone la necessaria qualifica — vuole sostituirsi al sanitario per curare il vostro cane.

Portate il cane dal medico o alla clinica veterinaria dell’università. Prendete degli appunti per non dimenticare le cure, la dieta, gli orari e tutto ciò che dovete fare per assistere e guarire il cane.

Ogni vostra esperienza circa le reazioni dell’animale alla somministrazione dei medicinali e della dieta, segnatela sul vostro quaderno: vi sarà utile in futuro.

Anemia

È molto spesso la conseguenza di un’alimentazione sbagliata, oppure di una malattia lunga e noiosa come la gastro-enterite che ha causato un impoverimento del sangue.

Anche un’emorragia, qualunque ne sia la causa, o una verminosi abbondante possono determinare nel cane uno stato di anemia.

È facile riconoscere un cane anemico dalle mucose pallide, dalla temperatura bassa, dalla respirazione lenta, dalla svogliatezza, dalla mancanza di appetito, dalla digestione difficile, dal pelo ruvido, dalla pelle secca che caratterizzano l’animale durante la malattia.

Una volta che il medico ha individuato la causa dell’anemia, è anche facile la cura di questo disturbo secondario.

Sarà opportuno far fare al cane anemico una vita igienica molto intensa a base di passeggiate all’aria aperta: l’alimentazione sarà ricca di carne cruda tritata, e di fegato crudo.

Lo stesso veterinario potrà anche indicare quale preparato medicinale si può somministrare al cane per aiutarlo a ritrovare la salute.

Angina (mal di gola)

Si manifesta con una stanchezza generale, inappetenza e perdita di saliva e di muco, tosse, respiro sibilante, vomito, temperatura.

L’angina (non l’angina pectoris che è una malattia cardiaca) non è un disturbo grave, e può essere causata dal freddo, prima di tutto, o dalla penetrazione di corpi estranei nella laringe, per esempio dei frammenti di ossa.

Ci si può rendere conto della presenza del disturbo esaminando la gola del cane; l’angina la arrossa e l’infiamma.

Di solito, convenientemente curata, la malattia ha la durata di una decina di giorni circa durante i quali la febbre diminuisce a poco a poco, il cane comincia a nutrirsi con più volontà e riacquista la sua consueta vivacità.

Una cura efficace — a parte i sulfamidici che devono però essere prescritti dal veterinario — consiste nella somministrazione di latte caldo e addolcito con miele, e nel far fare al cane delle inalazioni di acqua bollente in cui siano state sciolte alcune gocce di trementina.

Queste inalazioni contribuiscono anche a calmare la tosse più ostinata e a liberare i bronchi dal catarro.

Durante la malattia il cane deve essere nutrito con un’alimentazione leggera, facile da inghiottire, come per esempio il pane cotto nel latte; inoltre deve essere tenuto al caldo il più possibile e ben coperto con un paltoncino durante le passeggiate.

Ano (infiammazione)

Purtroppo questo disturbo colpisce soprattutto i cani vecchi, ma non ne sono esenti neppure i cuccioli sofferenti di enterite.

Non è raro che essendo la defecazione difficile e dolorosa, si veri- fichi anche un prolasso del retto.

Dopo la somministrazione di qualche medicinale rinfrescante, sottoponete la parte infiammata a spalmature di vaselina borica, o altra pomata rinfrescante e astringente.

Artrite

L’artrite può essere causata da colpi, urti, sforzi eccessivi, e in questo caso si chiama artrite traumatica.

Quando la malattia trae origine dal freddo e dall’umidità, colpisce di preferenza le articolazioni che si gonfiano, sono doloranti, e si deformano. Questa è l’artrite reumatica.

Il cane che è colpito da artrite, traumatica o reumatica, zoppica, si lamenta, e le sue articolazioni presentano delle tumefazioni più o meno evidenti. L’animale deve essere tenuto al caldo, in assoluto riposo, e deve essere sottoposto alle cure che il veterinario stabilirà.

Ascaridi (vedi Vermi piatti)

Asma

Malattia frequente specialmente nei cani vecchi e grassi.

Per curare l’asma è necessario conoscerne la causa: è comunque buona regola riparare l’animale dal freddo e dall’umidità, e alimentarlo con cibi leggeri e non ingrassanti.

Le passeggiate devono essere brevi e frequenti.

Avvelenamenti

Il cane di città che portato a fare la passeggiata viene tenuto al guinzaglio dal padrone che lo sorveglia pronto a intervenire se l’animale si avvicina a un mucchietto di rifiuti, è molto difficile che venga colpito da avvelenamento, a meno che non gli vengano somministrati medicinali a dosi troppo forti.

Ma il cane che ha la fortuna di abitare in campagna, o alla periferia della città, e che facilmente viene lasciato libero di fare delle pazze corse per i prati, è anche purtroppo soggetto a incidenti che gli possono sconvolgere lo stomaco e i visceri, e che non di rado lo portano alla morte: può accadere infatti che il boccone destinato ai topi o al grillo-talpa finisca in bocca al cane.

Non tutti i tipi di avvelenamento si manifestano con gli stessi sintomi, e non sempre questi sono chiari. Qualche volta anzi sono simili a quelli di altre malattie come ad esempio quelle che colpiscono il tubo digerente o il sistema nervoso.

Ecco perché purtroppo molto spesso il cane soccombe senza che sia stato possibile portargli il soccorso utile a combattere il tipo di veleno che ha ingerito.

E poiché per ogni veleno esiste l’antidoto giusto, sarebbe abbastanza facile soccorrere l’animale se si sapesse quale veleno ha inghiottito, e se non si scambiassero i sintomi d’avvelenamento per quelli di altre malattie.

Ammesso che le manifestazioni del malessere facciano insorgere subito il sospetto dell’avvelenamento, che cosa si può fare in attesa che venga il veterinario?

Per prima cosa occorre svuotare subito lo stomaco dell’animale

provocando il vomito con un emetico. Il più conosciuto, quello che può essere sempre a portata di mano, è costituito da acqua calda mista a chiara d’uovo sbattuta. La proporzione è di tre albumi per ogni litro d’acqua, e naturalmente la dose sarà più o meno forte a seconda della taglia del vostro cane.

Costringete l’animale a inghiottire il liquido caldo e appena avrà vomitato e ripreso fiato somministrate altro liquido fino a quando vi sembra di avergli provocato lo svuotamento totale dello stomaco.

Successivamente gli somministrerete un contravveleno, e quindi un purgante, ma questi medicinali solo, il veterinario ve li potrà prescrivere.

Se in seguito a questo violento malessere il cane dovesse manifestare sintomi di depressione nervosa, somministrategli del caffè forte, oppure del tè. Anche iniezioni di caffeina, o di olio canforato, sono opportune in caso di forte indebolimento dell’animale.

Avvelenamento da arsenico

Si verifica quando il cane inghiotte i bocconi che erano stati preparati per i topi o per le talpe.

Il cane manifesta subito vomito, dolori addominali, diarrea dall’odore nauseabondo preceduta da stitichezza, salivazione abbondante, respiro affannoso, orina scarsa e striata di tracce sanguigne, un tremito convulso e continuo.

In attesa che venga il medico, somministrate all’animale un emetico che provochi il vomito in modo che lo stomaco sia il più prontamente possibile svuotato.

Se in casa non vi è un contravveleno adatto, si può far inghiottire al cane uno di questi rimedi:

  • Una cucchiaiata o due ogni quarto d’ora di magnesia calcinata (30 g), sciolta in mezzo litro d’acqua.
  • Due cucchiaiate ogni quarto d’ora di latte tiepido.
  • Due albumi sbattuti in mezzo litro di acqua da consumare a cucchiaiate ogni quarto d’ora.

Svuotato lo stomaco, somministrato il contravveleno, date al cane un purgante, e curate l’eventuale prostrazione con qualche cucchiaino di caffè forte, o con una iniezione di olio canforato.

I contravveleni indicati, di preparazione casalinga, sono da somministrare solamente in caso in cui non sia possibile ricevere la tempestiva visita del medico. Ma se questi accorrerà prontamente, avrà sicuramente il medicinale adatto a neutralizzare l’azione del potente veleno ingerito dal vostro cane.

Avvelenamento da fosforo

Un altro ingrediente che viene usato per la confezione delle polpettine destinate ai topi è il fosforo. Purtroppo si tratta di un veleno tanto potente che ne bastano pochissimi centigrammi (5) per uccidere un cane di grossa taglia.

L’azione del fosforo si manifesta dopo un paio d’ore dall’ingestione con vomito sanguinolento, dolori addominali, itterizia, diarrea, difficoltà a reggersi sulle zampe. Un particolare caratteristico di questo veleno è che le feci, il vomito, e l’alito stesso dell’animale hanno un forte odore che ricorda l’aglio.

Si può senz’altro tentare di salvare la bestia provocando prima di tutto lo svuotamento totale dello stomaco mediante degli emetici.

Come contravveleno da somministrare in attesa del medico, sono da escludere il latte, e tutte le sostanze oleose mentre sono efficaci: l’aceto di vino e la magnesia calcinata. Ma il migliore antidoto che si possa somministrare in questi casi è rappresentato da una soluzione di 5g di essenza di trementina diluita in 100g d’acqua da somministrare ogni ora a cucchiai se il cane cane è di raglia grossa, o a cucchiaini se è piccolo.

Vipera

Può essere che un cane abitante in campagna rimanga vittima della morsicatura di una vipera. Si sa che in questi casi, appena constatato l’incidente, il miglior sistema per eliminare subito il veleno impedendogli che entri nel sangue, è quello di succhiare fortemente la ferita sputando subito, e chi fa questa operazione non deve avere ferite in bocca o sulle labbra.

Ma può anche accadere che non ci si accorga subito dell’incidente occorso al cane; quando i disturbi conseguenti sono manifesti è passata almeno mezz’ora. Il cane vomita, ha molta sete, è sonnolento, ma è anche agitato, e nella regione in cui è stato morsicato presenta rossore e tumefazione.

Il rimedio più sicuro è il siero antivipera che chi abita in luoghi infestati da questi pericolosi animali dovrebbe sempre tenere in casa. In mancanza di ciò, occorre legare strettamente il punto morsicato cercando così di impedire che il sangue diffonda il veleno nell’organismo.

Con un coltellino bene affilato bisogna incidere poi la parte ferita perché ne esca abbondante il sangue: lavare poi con una soluzione di permanganato di potassio all’l%.

Il medico deve essere chiamato prontamente perché agisca in tempo: il siero antivipera non deve mancare mai nella cassetta di medicazione dedicata al vostro cane, specialmente se abitate in campagna, o se in campagna trascorrete le vostre vacanze, a parte il fatto che anche per voi e per i vostri familiari è prudente avere sempre questo medicinale a portata di mano. Ma rinnovate ogni anno le fiale perché il siero vecchio perde la sua efficacia.

Ballo di San Vito

Si tratta di un disturbo caratterizzato da contrazioni improvvise dei muscoli degli arti, del muso, del collo, delle spalle, in tutto simili ai tic nervosi, e che solitamente insorge dopo che il cane è stato ammalato di cimurro.

Il ballo di San Vito è conosciuto anche con il nome di corea. Talvolta si possono osservare i moti convulsi, anche quando il cane è immerso nel sonno; la malattia generalmente non guarisce mai, ma col tempo diventa cronica, e si localizza in una sola zona del corpo.

Sono opportune quelle cure a base di tranquillanti che vi farete prescrivere dal medico.

Bronchite

Questo noioso disturbo colpisce i cani giovani e quelli vecchi, i robusti e i meno robusti. Responsabili della bronchite sono i padroni o gli allevatori, che sottopongono i cani a bagno e tosatura in una stagione in cui sarebbe più prudente non privare gli animali della loro difesa più naturale: il pelo.

Per ciò che riguarda il bagno, s’è detto che prima di mandare all’aperto un cane che ha fatto il bagno in casa — naturalmente durante la cattiva stagione — bisogna lasciar passare parecchie ore.

Leggera o no, la bronchite è sempre una malattia benigna che guarisce nell’arco di pochi giorni, ma che qualche volta lascia uno strascico: il persistere di una tosse catarrosa che può durare anche qualche settimana.

La cura la deve prescrivere il medico, come sempre. Tuttavia si può cercare di aiutare il cane a respirare meglio con i vapori di una scodella piena di acqua bollente in cui sia stata diluita dell’essenza di trementina, oppure di mentolo, o di eucaliptolo (2g di essenza in 100g di acqua). Se il cane non vuole rimanere fermo sulla scodella a respirare il vapore, ponete un catino con tre litri d’acqua bollente e 6 g di essenza, nella camera dove si trova l’animale.

Si intende che il cane deve stare al caldo per qualche giorno, e non essere esposto agli sbalzi di temperatura.

Un paltoncino di lana morbida e calda sarà quanto mai utile se porterete il cane a fare la consueta passeggiata, che però deve essere evitata durante i giorni in cui il male è giunto alla punta massima.

Se il tempo è umido, piovoso, ventoso, freddo, nevoso, evitate, se è possibile, di portare l’animale all’aperto.

Cardiopalmo

Allorché il cane manifesta dei battiti cardiaci frequenti o alterati, deve essere tenuto in assoluto riposo, e deve soprattutto essere sottoposto a visita medica.

Il veterinario stabilirà qual è la cura adatta.

Lo stesso vale per tutte le altre malattie cardiache che non si possono curare altro che sotto uno stretto e continuo controllo medico.

È comunque buona norma non far compiere al cane degli sforzi come salire le scale, fare lunghe passeggiate e corse: gli si devono anche evitare i pasti copiosi e pesanti.

Carie dentaria

I cani in età avanzata soffrono facilmente di carie dentaria il che, oltre a cagionare agli animali dei mali terribili, provoca un alito cattivo che è percepibile anche a distanza.

Non c’è altro da fare che portare il cane dal veterinario per fargli estirpare il dente guasto.

Castrazione

L’asportazione dei testicoli viene praticata solo se questi sono affetti da tumori, oppure se si desidera eliminare nell’animale l’istinto sessuale; però questa operazione — se non è indispensabile per ragioni di forza maggiore — è assolutamente sconsigliabile.

Approfondimento: A che età dovreste castrare o sterilizzare il vostro cane?

Il cane castrato diventa grasso, indolente, apatico, e nelle esposizioni canine viene squalificato.

Cimurro

È senza dubbio la malattia più temuta dagli allevatori di cani, tanto da farli ricorrere al vaccino che fanno inoculare ai cuccioli quando questi sono ancora in tenera età.

Tuttavia è provato che anche il vaccino non immunizza sicuramente il cane che può essere colpito da cimurro tanto quando è cucciolo, quanto in età adulta.

I sintomi sono questi: congiuntivite con secrezione di un umore che a poco a poco diventa purulento, angina, temperatura sino a 41°, emissione di abbondante muco dal naso, ingrossamento delle tonsille, depressione.

Non è rara la comparsa di eruzioni cutanee molto simili all’eczema, che arrossano le parti dell’addome prive di pelo, e di una diarrea persistente e fetida.

Anche la sola comparsa di una leggera congiuntivite deve subito mettere in allarme il proprietario di un cane perché tanto più tempestivo è l’intervento del medico, tanto più sicura è la guarigione del cane.

Poiché il cimurro, con l’epatite contagiosa e la leptospirosi, costituiscono le malattie più gravi per un cane specialmente se è ancora piccino, il consiglio che ogni veterinario, ogni allevatore dà è di fare praticare la vaccinazione trivalente all’animale allo scopo di immunizzarlo dalle tre malattie.

Cistite

Questa malattia, e in genere tutte le indisposizioni che colpiscono i reni e la vescica, si manifesta con un continuo bisogno di bere, una sete inestinguibile che spinge l’animale a inghiottire notevoli quantità di acqua.

Oltre a ciò, il cane è evidentemente sofferente perché dimagra, non ha assolutamente appetito, e manifesta continuamente il bisogno di orinare.

veterinario prescriverà la cura e la dieta che devono essere severamente seguite se si vuole ottenere una pronta guarigione dell’animale.

Colica

Si tratta di un disturbo che coinvolge stomaco, intestino, e fegato, e che si manifesta con violenti dolori addominali che il cane mal sopporta. Infatti è irrequieto, non riesce a rimanere coricato sulla sua cuccia, si lamenta, guaisce, rifiuta il cibo, ha gli occhi vitrei.

Questo malanno non dura molto generalmente, e spesso si risolve spontaneamente senza bisogno di medicinali; tuttavia può essere che, sussistendo la causa che l’ha provocato, continuino anche i dolori.

Prima di tutto bisogna essere sicuri che l’animale non abbia inghiottito un corpo estraneo, né mangiato qualche cibo avariato, e soprattutto che non abbia l’abitudine di coricarsi sul pavimento con la pancia a terra, e infine che non si abbeveri con dell’acqua ghiacciata. È il caso di quei cani che abitano in campagna e che vanno a bere a un ruscello.

Non somministrate purganti ai cani che soffrono di dolori da coliche, ma cercate di far loro inghiottire qualche calmante. Il medico ve ne indicherà il nome.

Il regime da osservare durante i giorni di crisi è dei più leggeri: se il cane rifiuta di alimentarsi non sforzatelo, ma se gradisce qualcosa, dategli una zuppa di brodo ristretto con pane cotto.

Colpo di caldo

Ha gli stessi sintomi dell’insolazione (vedere la sezione dedicata a questo disturbo), e si cura allo stesso modo.

Durante la stagione estiva se portate il cane con voi a fare una lunga passeggiata al sole, se lo fate stare sulla spiaggia, non dimenticate di fornirgli piuttosto di frequente l’opportunità di dissetarsi.

L’acqua non deve essere gelata, ma fresca, e se permetterete all’animale che di tanto in tanto si bagni in mare o nel lago, eliminerete la possibilità che cada vittima dei gravi disturbi che può provocare il caldo eccessivo.

Una particolare raccomandazione deve essere fatta a chi d’estate lascia il cane rinchiuso in automobile. Se questa è parcheggiata al sole si trasforma presto in un forno crematorio, e il cane e condannato a soffrire per l’eccessivo calore, e non di rado a soccombere.

Anche se la macchina non è parcheggiata al sole ma i finestrini sono chiusi, la mancanza di aria circolante può essere fatale al povero cane rinchiuso.

Congiuntivite

La congiuntiva può infiammarsi perché il vento ha fatto penetrare nell’occhio della polvere, o dei peli; anche il raffreddore, o il cimurro, o un’alimentazione sbagliata possono essere la causa della congiuntivite che va curata dal medico con colliri speciali che voi stessi potete instillare a casa.

Il cane affetto da congiuntivite è irritabile, e cerca continua- mente di strofinare gli occhi con le zampe e per terra allo scopo di calmare il bruciore e il prurito.

Bisogna impedire che l’animale si infetti grattandosi; si possono praticare pulizie e disinfezioni mediante delle lavature effettuate con un batuffolo di cotone idrofilo inzuppato di acqua borica tiepida.

È comunque una buona regola, anche quando l’animale è in buona salute, di praticare giornalmente una pulizia degli occhi con pezzuole pulitissime bagnate con acqua semplice.

Qualche volta all’angolo degli occhi si deposita del muco che se non è rimosso può causare fastidiose infiammazioni; non e quindi esagerato lavare ogni giorno gli occhi al cane come facciamo noi quando ci laviamo il viso.

Altri rimedi casalinghi per la lavatura degli occhi sono: infusi di camomilla, o di tè, oppure di fiori di fiordaliso essiccati. Il liquido deve essere adoperato tiepido o freddo; mai caldo.

Corea (vedi Ballo di San Vito)

Diarrea

Non è detto che la diarrea sia causata solamente da disturbi intestinali provocati dal freddo, o dall’ingestione di cibi avariati o troppo gelati.

Qualche volta la paura, un’emozione violenta quale può essere, per esempio, un cane prepotente incontrato durante la passeggiata e che ha provocato una rissa, oppure la reazione un po’ violenta del padrone davanti a una marachella commessa dal cane, possono provocare questo disturbo.

Ma la diarrea può avere origine anche dai vermi e a questo proposito leggete la sezione dedicata all’argomento.

Una volta appurato che i parassiti intestinali non hanno niente a che vedere con la diarrea, si può dare al cane, per alcuni giorni, una punta di cucchiaino di sale amaro, e più avanti qualche pastiglia di disinfettante intestinale.

In seguito, perché non debba più verificarsi l’incidente, si può continuare a somministrare al cane per una decina di giorni un cucchiaino di un amaro digestivo, oppure qualche goccia di tintura di noce vomica.

Dispepsia

È spesso causata da una alimentazione sbagliata.

Il cane ha una digestione lunga e difficile che gli provoca, oltre all’alito cattivo che si sente anche a notevole distanza, sbadigli, urti di vomito, inappetenza, sonnolenza.

Intanto è necessario modificare il regime alimentare dando la preferenza alla carne magra cruda e ben tritata, alle verdure cotte bene, e a qualche pezzetto di pane inzuppato nel brodo o nel latte bolliti e lasciati intiepidire.

Poi si può dare al cane, appena ha terminato il pasto, una cucchiaiata di decotto di china, oppure qualche goccia di tintura di noce vomica, o anche l’una cosa e l’altra insieme.

L’erborista è un buon amico dei cinofili, e ha sempre il rimedio pronto per ogni male. Non è raro il caso che un cucchiaio di amaro digestivo del tipo di quelli che si dimostrano efficaci per noi abbia un buon effetto anche sulla cattiva digestione di un cane.

Non dimenticate però che anche gli animali hanno bisogno di fare ogni giorno una buona e lunga passeggiata all’aria aperta, mancando la quale può risentirne seriamente la salute.

Fate fare quindi qualche corsa al vostro cane dopo che avrà consumato la sua zuppa, e stupirete nel constatare che digerisce meglio.

Distorsioni

Anche i cani ne vanno soggetti, specialmente se corrono su terreni instabili che franano facilmente sotto i loro passi.

Vi accorgerete subito dell’avvenuta distorsione perché l’animale cammina zoppicando.

Impacchi freddi di acqua vegeto-minerale o di acqua d’arnica, vi restituiranno in pochi giorni un cane perfettamente normale.

Eclampsia dei cuccioli

Non è raro che i cuccioli soffrano per crisi di eclampsia del tutto simili a quelle che attaccano le cagne in gestazione e durante il puerperio.

Sovente questo disturbo, che tuttavia non è grave, caratterizza periodo della dentizione e si manifesta con accessi di convulsioni.

Occorre innanzitutto stabilire se la bestia non è infestata dai vermi intestinali, cosa che potrebbe giustificare la presenza del male. Il veterinario potrà dare tutti i consigli del caso.

Eclampsia puerperale

Questo malessere molto simile nelle sue manifestazioni alla epilessia, colpisce soprattutto le cagne in gravidanza, e assai spesso anche parecchi giorni dopo il parto.

Le crisi sono di durata maggiore di quelle dell’epilessia vera e propria, e anche più violente: la differenza che esiste fra gli accessi epilettici e quelli causati dall’eclampsia puerperale consiste nel fatto che la cagna non perde del tutto conoscenza.

Il malessere, evidentemente, è legato alla maternità e va curato subito al primo insorgere.

La cagna sottoposta a cure adeguate guarisce, alleva i suoi piccoli, e in seguito può avere altre maternità senza complicazioni.

I medicinali che il veterinario prescriverà, però, non saranno sufficienti a ridare alla cagnolina la sua salute, se non si provvede a tenerla in un luogo tranquillo, silenzioso, caldo, e se non le si somministrano pasti leggeri a base di latte.

Eczema

Le ragioni che provocano l’eczema sono parecchie, per esempio: scarsa pulizia della pelle e del pelo, disturbi dell’apparato digerente, intossicazioni intestinali, una troppo prolungata esposizione al sole, l’uso di Saponi irritanti, intossicazioni da medicinali, punture di insetti quali le zanzare, le pulci, le zecche.

Dapprima si formano sulla pelle del cane delle vescichette piene di un liquido sieroso; tali vescichette si aprono, il siero esce, si condensa, forma delle croste che provocano un fastidioso prurito all’animale. Caratteristica è la reazione dei cani che in questa situazione camminano lungo il muro strofinandosi il dorso: prima a sinistra e poi a destra.

In questo modo si provoca un rapido diffondersi del male che in breve tempo causa la caduta del pelo che lascia zone più o meno vaste del corpo completamente allo scoperto.

Poiché l’eczema è la conseguenza di un altro male, è naturale che per prima cosa bisogna cercare di individuare la causa; la cura dell’eczema si fa solitamente con l’aspersione di polveri adatte.

L’intestino del cane deve essere mantenuto pulito, l’alimentazione deve essere leggera, ma occorre evitare di lavare la bestia fino a quando il disturbo non è scomparso completamente.

Se il cane colpito da eczema è grasso e vecchio, non c’è altro da fare che metterlo a dieta in modo che dimagri un po’ senza peraltro indebolirne il fisico. Passeggiate all’aria aperta, e cure locali gli gioveranno certamente.

Enterite

È una infiammazione intestinale che molto spesso si associa alla gastrite (gastro-enterite), e mentre nella gastrite il cane soffre di stitichezza, nella gastro-enterite si verifica il fenomeno contrario. Il cane è colpito da diarrea, e in pochi giorni diventa un’ombra: magro, stanco, spossato, svogliato, con il ventre incavato, il dorso curvo, la bocca asciutta, l’alito cattivo.

Molto spesso le feci liquide e fetide sono striate di tracce sanguigne miste a catarro, e non è raro che lo sforzo cui viene sottoposto il retto in simili circostanze ne provochi anche il prolasso.

La cura è questa: durante i primi giorni di malattia occorre arrestare il vomito, e dare al cane un leggero purgantino, seguito subito da qualche disinfettante intestinale.

L’alimentazione sarà molto leggera; pasti frequenti a base di decotto d’orzo zuccherato, pastine glutinate, brodi magri.

Il cane deve essere assolutamente tenuto in riposo e al caldo, quindi se il disturbo si verifica durante la stagione invernale, dovete limitare le uscite giornaliere, e caso mai provvedere perché il cane possa sporcare” in casa in un recipiente di fortuna allestito apposta per lui.

Se è necessario legate attorno all’addome del cane una sciarpa di lana, e non provocate nella camera dove si trova delle correnti d aria.

Vedrete che a poco a poco l’animale riprenderà il suo aspetto consueto; durante la convalescenza che durerà qualche giorno solamente, gli somministrerete dapprima pastine glutinate, e poi qualche pezzetto di carne cruda magra e tritata bene.

Se la gastro-enterite è una malattia abbastanza grave per i cani adulti, assai di più lo è per i cuccioli che hanno una riserva di energia minore da contrapporre al male. Per questa ragione la gastro-enterite non è una malattia da sottovalutare, ma al contrario da affrontare con serietà.

Epatite contagiosa

Si manifesta con gli stessi sintomi del cimurro, anche se meno imponenti. Alla malattia si accompagna spesso un disturbo agli occhi; le pupille rimangono velate, la congiuntivite li arrossa e li fa lacrimare.

Con il cimurro e la leptospirosi, l’epatite contagiosi viene combattuta con il vaccino trivalente da inoculare ai cuccioli. (Vedi quanto detto in proposito nella sezione dedicata al cimurro.)

Epilessia

Accade abbastanza spesso che cani che hanno goduto di una salute normale per tutta la vita, in età matura vengano colpiti da frequenti crisi di epilessia.

La malattia (che viene chiamata anche mal caduco) è ereditaria, e fa parte della grande famiglia delle malattie di nervi.

Le crisi si possono manifestare a intervalli di giorni, o di settimane, o di mesi: durano pochi minuti. Durante i periodi che vanno da una crisi all’altra, il cane epilettico mostra di godere buona salute.

Oltre ai cani che vengono colpiti da epilessia alle soglie della vecchiaia — o addirittura durante la vecchiaia — vi sono quelli che manifestano il male subito ai primi mesi di vita, e quelli che soffrono di un epilessia secondaria che trae origine da lesioni al cervello, oppure da avvelenamenti, o dalle tossine del cimurro.

Altra forma di epilessia abbastanza frequente è quella che si manifesta solo quando vengono compresse alcune zone del corpo (chiamate zone epilettogene), ad esempio il garrese, il collo, la nuca. È sufficiente che una persona posi una mano su una di quelle zone, perché nell’animale si scateni subito una violenta crisi epilettica.

Vi sono accessi di epilessia leggeri e accessi gravi. I primi sono caratterizzati da inquietudine, vertigini che fanno vacillare l’animale che digrigna i denti, straluna gli occhi, ma non perde mai del tutto la conoscenza. Passati alcuni minuti l’animale torna normale.

Le crisi gravi, invece, iniziano con un barcollamento del cane che poi cade, e comincia a essere percorso da tremiti e convulsioni in tutto il corpo, che vanno gradatamente aumentando.

I muscoli sono tesi e scossi da contrazioni, le mascelle si aprono e si chiudono continuamente, i denti battono mentre dalla bocca esce della bava schiumosa. Gli occhi sono lividi e fissi, le pupille dilatate e insensibili non si muovono nemmeno se colpite da luce violenta. L’animale ormai senza più volontà emette feci e orina.

La crisi in tutta la sua violenza non dura che pochi minuti, poi improvvisamente il cane si acquieta, ridiventa sensibile a poco a poco, quindi si rialza come se niente fosse accaduto.

Se l’accesso non e stato provocato dalla lieve compressione di una zona epilettogena, può anche essere che assolutamente niente l’abbia scatenato, allora significa che l’animale e affetto da questa malattia e deve essere trattato in modo particolare. Infatti il cane ammalato di epilessia è sempre più sensibile di quanto lo siano gli altri cani.

Se viene sgridato violentemente, se un cane più forte di lui lo assale, se viene allontanato dai padroni, se una detonazione lo fa sussultare spaventandolo, può essere aggredito da un accesso.

La diagnosi, naturalmente, deve essere fatta dal medico. Certo è che questa malattia è molto difficile da guarire, e molte volte, anzi, si aggrava col passare degli anni.

Un cane epilettico è sempre difficile da allevare e da tenere in casa, specialmente se ci sono dei bambini, e la decisione di tenerlo o di allontanarlo deve essere presa dopo serio esame della situazione.

Eritema della pelle

Si verifica quando il cane è costretto a portare un collare troppo stretto, o di pelle dura e ruvida; la pelle si arrossa, si infiamma; il cane prova continuamente il desiderio di grattarsi fino a quando, rimossa la causa dell’irritazione e calmato lo spasimo, la pelle in via di guarigione si desquama e si rinnova.

Di pomate e creme per curare e guarire queste irritazioni ve ne sono in commercio parecchie; basta chiedere a un farmacista che vi darà sicuramente il prodotto più indicato.

Gastrite

Si tratta di un disturbo cui vanno soggetti quei cani intemperanti che mangiano le porcherie che trovano nei mucchi di immondizie, o che sovraccaricano lo stomaco di cibo. Ma non e raro che soffrano di gas trite anche gli animali che si dissetano con acqua troppo fredda, o che mangiano cibi conservati in frigorifero e non intiepiditi prima di essere consumati.

La gastrite e l’enterite insieme, accompagnano molto spesso il manifestarsi del cimurro.

I sintomi che denunciano la gastrite sono i seguenti: il vomito, che è il più appariscente, la mancanza di appetito, una sete inestinguibile, l’alito cattivo, la lingua patinata, una insolita svogliatezza, stitichezza, stomaco dolente.

Per fortuna questo disturbo si risolve in pochi giorni: ma durante questo periodo il cane deve essere tenuto al caldo. Un giorno di digiuno completo non può nuocere, anzi molto spesso è il sistema migliore per eliminare il disturbo. Successivamente se il vomito persistersi può dare al cane un emetico che il veterinario o il farmacista potranno indicare, e poi, nei giorni seguenti, un poco di brodo, qualche cucchiaiata di decotto d’orzo con l’aggiunta di poco zucchero e di una punta di bicarbonato di sodio sarà la dieta che contribuirà a ridare la salute al vostro cane.

Appena il cane comincerà a stare meglio, non riprendete a somministrargli subito la solita alimentazione, ma dategli per qualche giorno pastine glutinate molto cotte, e zuppe di pane cotto in brodo leggero.

Se la stitichezza persiste, praticate all’animale una lavanda intestinale con acqua saponata nella proporzione di 6 g di sapone in scaglie in un litro d’acqua.

Un purgantino leggero gli svuoterà l’intestino e lo rimetterà in sesto in poche ore. Per il purgante non affidatevi al caso, ma chiedete consiglio al medico, e poi tenete sempre il rimedio a portata di mano.

Idrofobia (vedi Rabbia)

Indigestione

È raro che il cane soffra a lungo per una indigestione, giacché di solito si libera lo stomaco con il vomito. Può accadere però che la causa dell’indigestione, e cioè: freddo, cibo in quantità superiore al normale, ingestione di corpi estranei, ostacoli la liberazione dello stomaco.

Il cane è stanco, sonnacchioso, oppure nervoso e inquieto, rifiuta il cibo, mugola e si lamenta continuamente, ha una salivazione eccessiva, e l’alito cattivo.

Si può provocare il vomito con un medicinale adatto che il farmacista vi può indicare, oppure con dell’acqua calda cui avrete mescolato un albume battuto, ma se anche questi rimedi non risultassero efficaci, non c’è altro da fare che ricorrere alle cure del medico.

Insolazione

I sintomi di questo malessere sono: andatura vacillante, pupille dilatate, lingua pendente fuori della bocca, inquietudine, respiro affannoso, temperatura altissima.

Il cane ha evidentemente preso un colpo di sole, e se nessuno interviene a prestargli soccorso, muore in poche ore.

Portatelo immediatamente in un luogo fresco e ventilato, posategli sul capo degli impacchi freddi, spruzzatelo con acqua fresca, e sempre con acqua fresca fategli un enteroclisma. Tutto ciò servirà a fargli abbassare la temperatura; se è necessario praticategli anche la respirazione artificiale.

Se, malgrado il cane si sia ripreso, presenta però ancora dei sintomi di forte depressione, dategli qualche cucchiaiata di caffè molto ristretto, oppure praticategli un’iniezione di caffeina o di olio canforato.

Ciò che è molto importante, è il pronto intervento giacché anche pochi minuti di ritardo possono essere fatali al cane colpito da insolazione.

Itterizia

Fra tutti gli animali domestici il cane è l’unico che può essere colpito da itterizia con una certa facilità, e ne è colpito soprattutto in seguito alla gastro-enterite.

Non è escluso che l’itterizia si verifichi anche per un grave shock emotivo (rissa con cani più robusti, percosse del padrone o di altre persone, abbandono), oppure per un improvviso abbassamento della temperatura con conseguente raffreddamento dell’addome, e arresto della digestione.

L’itterizia si manifesta con il colore giallo che assumono gli occhi e tutte le mucose apparenti, e con il cattivo umore del cane che non mangia, non desidera muoversi, è triste, vomita, ha la diarrea.

Il disturbo non dura mai molti giorni, durante i quali si somministreranno al cane i medicinali adatti che avrà prescritto il veterinario.

La dieta sarà a base di latte magro cui avrete aggiunto una puntina di bicarbonato, qualche pezzetto di carne magra cruda tritata, acqua a volontà.

Non sforzate il cane perché si muova ed esca se non ne ha voglia, ma permettetegli che si riposi e rimanga tranquillo. Tenetelo al caldo.

Leptospirosi

Malattia contagiosa che il cane prende attraverso le urine di un cane ammalato.

La leptospirosi si manifesta prima di tutto con una esagerata e continua sete, il che sta a dimostrare che la malattia riguarda anche il funzionamento dei reni.

Successivamente il cane è colpito da diarrea, da vomito, da tremito alle gambe: il suo alito è fetido.

Il cane dimagra, ha la febbre alta, rifiuta il cibo.

Non esitate a chiamare il veterinario e a sottoporre il cane a una accurata visita. La successiva analisi del sangue renderà possibile l’esatta diagnosi, e la conseguente cura.

Con il cimurro e l’epatite contagiosa, la leptospirosi viene combattuta con il vaccino trivalente (vedi la sezione dedicata al cimurro in cui viene trattato questo argomento).

Lussazioni

Hanno le stesse origini delle distorsioni, ma sono un poco più gravi di queste, e causano all’animale un dolore tanto acuto che molto spesso non gli riesce di reggersi sulle zampe.

Le lussazioni guariscono con le “riduzioni” che rimettono a posto le articolazioni cui dei movimenti bruschi hanno causato uno spostamento; ma anche le fasce di contenzione, vale a dire delle fasciature rigide, hanno il potere di ridare al cane infortunato la primitiva salute.

I due rimedi indicati, però, non possono essere praticati che da persona di grande abilità giacché un massaggio sbagliato o una fascia applicata in modo imperfetto possono nuocere gravemente e irreparabilmente più che la mancanza di assistenza.

Mammelle infiammate

La congestione e l’infiammazione del seno si verificano quando la cagna ha un’abbondante produzione di latte, e i cuccioli sono troppo piccoli per consumarlo tutto, oppure non sono sopravvissuti, o ne è sopravvissuto uno solo.

Chi non è pratico e non vuole rischiare di far del male all’animale, deve chiedere aiuto a un veterinario affinché provveda a mungere la cagna allo scopo di eliminare il latte in sopravanzo; successivamente qualche medicinale adatto farà cessare l’afflusso latteo.

Se le mammelle sono esternamente infiammate, bisogna ungerle con olio d’oliva.

Metrite

È una malattia che può colpire le cagne giovani e quelle meno giovani. Si manifesta con turgore e gonfiore del ventre, e con la perdita vulvare di un umore che qualche volta emana uno sgradevole odore.

Il disturbo — quando colpisce le cagne giovani — insorge dopo il primo calore, oppure prima del parto.

Una cura tempestiva potrà evitare alla vostra cagnolina complicazioni inutili e dolorose.

Occhi (corpi estranei)

Per estrarre un corpuscolo penetrato nell’occhio di un cane è meglio ricorrere all’opera del medico.

Eliminare un granello di sabbia, un pelo, o del pulviscolo non è certo una cosa difficile; è invece difficile ottenere che il cane rimanga perfettamente fermo e non compia movimenti vivaci.

Il veterinario, con l’aiuto di una goccia di atropina, sarà in grado di estrarre il corpo estraneo in un momento.

Ossiuridi (vedi Vermi piatti)

Otite

Purtroppo questa è una malattia di cui soffrono molto spesso i cani come tutti i cani a orecchie cadenti.

L’otite può essere esterna quando si infiamma la parte del condotto uditivo posto esternamente, e interna quando l’infiammazione colpisce la parte media e interna dell’orecchio.

I sintomi sono abbastanza evidenti: il cane tiene la testa piegata dalla parte in cui si è manifestato il male, con la zampa tenta di strofinare l’orecchio, oppure cerca di sfregarlo per terra. Può avere anche la febbre piuttosto alta, rifiuta il cibo, è triste, non desidera muoversi Una misura preventiva contro questa malattia che è molto dolorosa, è la più scrupolosa pulizia. Se avrete la mano leggera, il cane si abituerà a questa quotidiana pratica, e non si ribellerà mai.

Avvolgete un batuffolo di cotone sopra uno stecco senza punta, oppure tenetelo ben saldo in un paio di pinzette, di quelle che si usano in cosmetica. Immergete dapprima il batuffolo in un poco di glicerina, strizzatelo, e passatelo nelle orecchie asportando il sudiciume.

Se il cane è colpito da otite, usate per la pulizia della glicerina fenicata, e spalmate poi l’orecchio con vaselina borica.

Otite parassitaria o rogna auricolare (vedere anche Rogna)

Esiste anche una otite parassitaria che è causata da un acaro che penetra nella cavità auricolare e si insedia nel cerume.

Il parassita provoca un fastidioso prurito, il cane tenta di grattarsi in tutti i modi causando delle croste.

È da escludersi che un cane ben tenuto, al quale un padrone affettuoso e premuroso prodiga le sue cure, possa ospitare dei parassiti nell’orecchio.

Parassiti della pelle

Pulci, pidocchi e zecche sono gli insetti parassiti del cane che li ospita solo quando è trascurato, sporco e denutrito. Non è detto, però, che anche il cane meglio tenuto non prenda gli insetti da qualche collega.

Di antiparassitari ve ne sono in commercio parecchi: occorre però tener conto di qualche particolare allorché ci si reca in farmacia per acquistarne uno: l’età del cane da disinfestare, il suo stato di salute, l’eventuale allergia a certi determinati medicinali, eccetera.

Non spruzzate sul vostro cane dell’antiparassitario senza aver chiesto il parere del veterinario o del farmacista, e pensate che una vostra imprudenza può favorire un’intossicazione difficile da combattere, e magari mortale.

Un rimedio casalingo contro le zecche, che essendo piuttosto grosse sono ben visibili sulla pelle del cane, consiste nel toccarle con un minuscolo batuffolo di cotone imbevuto di essenza di trementina, oppure di petrolio, o di benzina.

Gli insetti staccano spontaneamente i rostri che hanno conficcato saldamente nella pelle del cane, e si possono rimuovere facilmente. Non tentate però di staccarli senza prima averli appena bagnati con uno dei liquidi indicati perché il rostro resterebbe infisso nella pelle e provocherebbe al cane una grave infiammazione.

Contro i pidocchi ecco un altro rimedio casalingo e alla portata di chiunque: Una miscela di olio d’oliva e aceto di vino in parti uguali sbattuti fino a ottenere una densa emulsione che va strofinata sul pelo del cane.

Anche un batuffolo di cotone imbevuto di alcool denaturato e strofinato sul pelo servirà a sterminare i pidocchi, oppure una soluzione di acqua mescolata a essenza di anice nella proporzione del 15% circa.

Dopo qualche ora si può far fare al cane un bagno con una bella insaponata a fondo, ma se il vostro cane è stato infestato da uno dei citati insetti e ha il pelo lungo, la cosa migliore per distruggere insetti e uova è di farlo tosare.

Inoltre, vi consigliamo di leggere anche questo articolo dedicato a come rimuovere le zecche.

Parassiti dell’esofago e dello stomaco (spiroptera sanguinolenta)

Questo pericoloso parassita si annida nello stomaco e nell’esofago del cane che ha contratto la pessima abitudine di rincorrere gli scarafaggi e di inghiottirli.

I disturbi che si manifestano in seguito all’insediarsi dei parassiti sono: vomito ostinato, paralisi del treno posteriore, difficoltà a inghiottire, tosse frequente e ostinata, segni di soffocamento.

Non è raro che l’umore velenoso secreto dai parassiti determini nel cane tutti i sintomi dell’idrofobia portando l’animale alla morte.

Appena si verificano i fenomeni descritti, il cane deve essere sottoposto a urgente visita medica, e se non è possibile rintracciare il veterinario, avvolgete la bestia in una coperta calda, e portatela alla più vicina clinica veterinaria dell’università.

Peritonite

La peritonite è l’infiammazione del peritoneo che è quella membrana sottile che riveste internamente il basso ventre.

Si tratta di una grave malattia la cui diagnosi è cosa di competenza medica, e le cui cause possono essere parecchie: per esempio la rottura dell’utero per un parto laborioso, la perforazione dell’intestino per una ferita, l’ingestione di corpi estranei (come: chiodi, pietre, frammenti d’ossa, eccetera), il versamento di pus causato da ascessi addominali.

I microrganismi dovuti a questi incidenti causano la peritonite.

È sempre indispensabile chiamare il medico con urgenza allorché il cane ha febbre alta, respirazione affannosa, grande depressione; quando vomita, geme, si lamenta e non vuole nutrirsi.

Piedi infiammati

Molto spesso l’asfalto cittadino molto caldo durante l’estate, o la sabbia di una spiaggia assolata, o una passeggiata compiuta sopra un terreno invaso da sterpi e ricci di castagna causano sui cuscinetti plantari dei cani una infiammazione che può originare anche gravi lesioni.

Occorre praticare alle zampe del cane un bagno molto accurato; dopo l’asciugatura si può spalmare la pelle con una crema a base di glicerina e di mentolo.

Polmonite

È una malattia che — come si sa — è causata dalla infiammazione dei polmoni. Nei cani non è molto frequente, ma la diagnosi, e quindi la cura, sono cose di competenza medica.

Allorché il cane è scosso da tosse secca, ha la temperatura alta, è opportuno chiamare subito il veterinario.

Rabbia (idrofobia)

Si tratta di una gravissima malattia causata da un virus, e che i cani possono trasmettere ai loro simili, agli altri animali, all’uomo.

I contagio avviene con il morso, prima di tutto, e con la saliva che negli animali affetti da rabbia, è sempre virulenta, e che penetrata attraverso la pelle produce l’infezione.

I sintomi che denunciano questa malattia sono: andatura insicura e barcollante, sguardo assente, mancanza di appetito, bisogno continuo di leccare o rosicchiare qualcosa; a questi primi sintomi fanno seguito: uno stato di depressione e prostrazione che preludono alla paralisi delle mandibole. Dalla bocca semi aperta esce continuamente un filo di saliva, la lingua pende inerte.

Tuttavia questi fenomeni non possono dare la certezza assoluta che il cane è stato colpito da rabbia, poiché vi sono parecchie malattie che si manifestano con gli stessi sintomi. È comunque sempre indispensabile interpellare subito il veterinario non appena il cane dà evidenti segni di malessere; l’idrofobia porta sempre alla morte dell’animale.

Contro la rabbia si possono praticare ai cani le iniezioni di vaccino antirabbico.

Raffreddore

Si chiama anche corizza, catarro nasale, rinite catarrale.

Ne sono colpiti i cani che vengono esposti a sbalzi di temperatura senza la necessaria prudenza; in special modo i cuccioli, i cani di taglia piccola, e quelli di salute delicata sono facilmente soggetti al raffreddore che, essendo contagioso, può facilmente serpeggiare fra tutti i piccoli di una sola cucciolata.

Il manifestarsi del male è abbastanza evidente: l’animale starnuta e spruzza saliva: colpito da un insopportabile prurito al naso lo strofina per terra o cerca di grattarselo con le zampe anteriori. Molto spesso queste manifestazioni sono seguite da inappetenza, svogliatezza, rialzo di temperatura, mancanza di appetito, sete.

Il disturbo non dura mai più di qualche giorno, con una fase ascendente e quindi decrescente che si estingue in quattro o cinque giorni.

La cura è semplice: basta tenere il cane al caldo evitando di portarlo fuori anche per la solita passeggiata.

È efficace qualche inalazione di essenza di trementina nella dose di 2g in 100g di acqua bollente.

Se il raffreddore ha colpito la cucciolata, potete affrettare la guarigione dei cani mettendo due volte il giorno in mezzo all’ambiente dove si trovano i piccoli con la loro madre, una tazza di acqua bollente in cui avrete sciolto qualche goccia di essenza di trementina, oppure di mentolo, o di eucaliptolo.

Reumatismo articolare

Si chiama anche poliartrite reumatica ed è una malattia da cui purtroppo molti cani vengono colpiti. Si tratta della infiammazione contemporanea di parecchie articolazioni che causa svogliatezza, inappetenza, febbrico a, stanchezza. Il cane cammina male, zoppica e si ribella se qualcuno cerca di toccargli le articolazioni per stabilire l’entità del male.

Tenete l’animale al caldo ed evitategli di uscire specialmente se il tempo è umido. Frizionate le parti dolenti con alcool canforato, fasciandole poi con panni di lana caldi.

La malattia — specialmente se il cane è ancora giovane non dura mai più di una quindicina di giorni.

Reumatismo muscolare

È una malattia, questa, che non colpisce solamente i cani vecchi, ma anche quelli giovani per i quali non si osservano certe norme igieniche che invece non dovrebbero mai essere trascurate.

Per esempio: un cane non deve mai dormire o stare accucciato sui pavimenti specialmente se sono di marmo, la sua cuccia deve essere sistemata in modo che sia lontana dalle correnti d’aria e dalle fessure, se rincasa dalla passeggiata in una giornata piovosa, bisogna che il suo pelo e le sue zampe siano asciugati e strofinati vigorosamente.

Il reumatismo muscolare colpisce di preferenza i gruppi di muscoli delle spalle, del collo, degli arti, del dorso. Il cane si lamenta, ha difficoltà ad alzarsi e a sedersi, cammina a fatica, non riesce a girare la testa.

Naturalmente la prima cura consiste nel tenere 1 animale in un luogo caldo e asciutto. A parte le cure che prescriverà il medico, possiamo fare qualche cosa anche noi per il cane colpito da reumatismi.

Ottime sono le frizioni a base di alcool canforato seguite da fasciature con panni di lana.

Rogna

Vi sono tre qualità di rogna, e cioè:

Rogna sarcoptica chiamata anche scabbia

È molto contagiosa e anche da cane a uomo e può essere trasmessa oltre che da cane a cane, anche da cane a uomo.

Le prime manifestazioni di questa malattia sono delle minuscole macchiette rosse non più grandi della capocchia di uno spillo che compaiono soprattutto sulla testa e sulle zampe.

Queste macchioline, però, diventano in pochissimi giorni delle vescichette che emanano un umore vischioso presto trasformato in crosta.

Non trascorrono molti giorni, e il cane è interamente ricoperto di dure croste che gli causano un intenso insopportabile prurito. L’animale si gratta causando altre lesioni alla pelle, questa si arrossa, poi si screpola, il pelo cade. A volte le screpolature rimangono secche, talaltra trasudano un siero dall’odore fetido.

Il cane, in queste condizioni, deperisce progressivamente, e se non si interviene con una buona, energica cura, in pochi giorni soccombe.

Questo tipo di rogna è provocato da un parassita chiamato Sarcoptes scabiei dalle cui uova in meno di una settimana nascono degli individui maturi e in condizioni di depositare altre uova.

Le femmine di questi parassiti — a differenza dei maschi che vivono alla superficie della pelle — si scavano delle nicchie nella carne del cane per potervi depositare le uova.

La scabbia è la conseguenza di scarsa pulizia, di mancanza di norme igieniche, di insufficienza alimentare, di una vita grama in cui la fame, il freddo, la sete, le percosse rendono un cane simile a un pietoso ammasso dolorante e maleodorante.

Il sistema migliore per curare questa malattia è di fare tosare il cane, lavarlo con un sapone medicato, quindi spalmarne la pelle con delle pomate speciali che di solito sono in grado di eliminare questo dolorosissimo male.

Durante la malattia e immediatamente dopo, bisogna osservare queste misure prudenziali:

  • non dimenticare che il male è trasmissibile all’uomo, quindi toccare l’animale solo calzando dei guanti di gomma, e dopo aver indossato un camice che dovrà essere poi lavato e sterilizzato;

  • tutto ciò che è stato a contatto del cane durante le sua malattia: cuccia, materassino, eventuale paltoncino, museruola e collare deve essere sottoposto a potente disinfezione; potendo, è meglio bruciare tutto

Rogna rossa chiamata anche rogna demodettica o follicolare

Anche questo tipo di rogna è causato — come la precedente da un acaro, il Demodex, piccolissimo e assolutamente invisibile se non con l’aiuto di un microscopio.

Bisogna dire che tali acari sono sempre presenti in misure molto modeste sulla pelle del cane, e senza recargli alcun danno. Perché si moltiplichino velocemente sino a determinare nell’animale uno stato abnorme, deve verificarsi un’alterazione della pelle che favorisce l’instaurarsi del male.

Molto spesso la malattia colpisce i cani giovani che sono stati ammalati di cimurro e che tuttavia hanno superato bene il male.

Non è contagiosa, e può cogliere anche gli animali ben nutriti e allevati con tutte le norme igieniche possibili.

La rogna rossa si manifesta con delle chiazze di color rosso chiaro che, dopo che il pelo è caduto, diventano a mano a mano di colore più intenso fino ad assumere la tinta del rame.

Le chiazze si estendono sempre più, il pelo cade, ma tuttavia il cane non dà segni di sofferenza, non manifesta desiderio di grattarsi ne deperisce fisicamente.

Al primo stadio della malattia, la forma squamosa o secca, subentra la seconda che è senza dubbio la più grave, vale a dire la forma pustolosa. È a questo punto che le zone depilate si coprono di vescichette grigie, rosse, o di color bruno che emettono un umore fetido. Il cane diventa ripugnante, ma anche in queste condizioni, non soffre, se si fa eccezione per un leggero prurito che però si manifesta solo a tratti.

Tuttavia, a un certo punto della malattia, il cane comincia a rifiutare sistematicamente il cibo, fino a quando sopravviene rapidamente la morte. Naturalmente nessuno che possieda un cane e lo ami permette che arrivi a questo punto.

Al primo apparire di una chiazza occorre rivolgersi al veterinario che in breve tempo, con cure opportune, debella la malattia, e rimette il cane nelle condizioni di reagire e di riprendersi prontamente.

Rogna auricolare. Vedere la sezione che riguarda l’otite parassitaria.

Stitichezza

Le feci di un cane sano che faccia sufficiente moto, e che venga nutrito razionalmente, dovrebbero essere dure e secche.

Quando però il cane diventa vecchio e non gli riesce più di fare lunghe passeggiate e non corre, oppure non si nutre più razionalmente e mangia molti dolciumi, allora si verifica la difficoltà o l’insufficienza della defecazione.

L’animale diventa nervoso e inquieto; quando esce per fare la consueta passeggiata si sforza inutilmente di emettere le feci, e se non ci riesce, o ci riesce in parte, la notte si lamenta nel sonno.

Due o tre giorni di stitichezza possono provocare l’occlusione intestinale, quindi è necessario intervenire prima che il male diventi irrimediabile e porti la povera bestia alla morte.

Prima di somministrare un purgante è opportuno svuotare l’intestino retto eliminando le feci indurite mediante un enteroclisma. È bene compiere questi operazione con l’aiuto di una seconda persona.

Userete acqua tiepida saponata cui avrete aggiunto qualche goccia di glicerina, oppure di olio d’oliva; a seconda della taglia del cane, ne introdurrete da mezzo litro a due litri, e ripeterete il clistere per più giorni.

Somministrate anche un purgante a base di olio di ricino, oppure chiedete al veterinario qual è il medicamento più adatto al vostro cane.

Quando i cani sono piccoli di taglia, oppure sono ancora cuccioli, si possono somministrare 10g di manna sciolta in un poco di latte tiepido, ripetendo la dose per alcuni giorni.

Questo purgante è molto adatto anche per le cagne gestanti.

Stomatite

Infiammazione interna della bocca che colpisce soprattutto i cani di taglia media e piccola.

Non è difficile accorgersi quando un cane è colpito da questo disturbo che arrossa le gengive, e le mucose della bocca. Un pronto e tempestivo intervento del medico metterà in condizione l’allevatore di somministrare il medicamento adatto e di favorire la guarigione.

Tartaro dei denti

Se i cani sono in tarda età sui loro denti si forma una patina giallastra o grigiastra che molto spesso provoca 1 infiammazione delle gengive e della lingua: tartaro e infiammazione causano un alito insopportabile.

Il veterinario, con un apposito apparecchio, può eliminare il deposito calcareo che si è formato sui denti del cane; voi potete, in seguito, fare delle pennellature sulle gengive con della tintura di jodio mescolata a glicerina.

Usate sempre un pennello molto morbido e pulitissimo.

Tenia (verme piatto dell’intestino)

La forma della tenia è caratteristica: si presenta come un verme lungo, piatto, nastriforme, a segmenti che dalla testa che è piccolissima si va ingrandendo a mano a mano che si snoda verso l’estremità posteriore.

I segmenti (detti anche anelli o proglottidi), che si trovano alla estremità posteriore, si staccano a maturazione avvenuta, e vengono emessi dal cane assieme alle feci. La testa rimane invece sempre negli intestini dell’animale.

Questo parassita si trova allo stato larvale nei visceri, nello stomaco, nel cervello degli erbivori (maiale, bue, coniglio, capra, pecora, lepre, eccetera).

II cane mangia le interiora di questi animali e le larve dei parassiti, (questi assumono, nel suo intestino, la forma definitiva); quindi deposita le feci che albergano le uova e i segmenti dei parassiti. Gli animali erbivori, a loro volta, raccolgono queste larve nutrendosi con l’erba infestata dai cani. E questo circolo non finisce mai.

Ciò che è certo è che la tenia non può mai trasmettersi da “cane a cane” ma è necessario che abbia un ospite intermedio, per esempio la pulce. Questa ospita facilmente le larve della tenia (specialmente di quella chiamata cucumerina), e quando il cane si mordicchia la pelle pruriginosa per la presenza delle pulci, e inghiotte qualche insetto, le larve che questo ospita (fino a una cinquantina per ogni pulce) si sviluppano in breve tempo nell’intestino del cane.

Da quanto detto appare evidente che la tenia cucumerina è l’unica che può essere trasmessa da “cane a cane”, e che per allontanare questo pericolo è sufficiente cospargere il cane di un antiparassitario contro le pulci.

Ecco il nome delle diverse specie di tenie che normalmente possono infestare un cane:

  • Echinococco : è la più piccola delle tenie del cane, ed è formata soltanto da quattro anelli circa. La sua lunghezza totale è di 4 o 5mm circa, e le sue larve si trovano nei bovini, nel maiale, e specialmente nel loro fegato.

  • Marginata:, può raggiungere anche la rispettabile lunghezza di due metri e più, e viene ritenuta la tenia più lunga che possa ospitare un cane. Le larve si trovano negli intestini dei bovini e dei suini.

  • Cucumerina: forse è la tenia più comune che il cane possa ospitare. La sua lunghezza arriva fino a circa mezzo metro o poco meno.

  • Serrata: le larve si trovano principalmente negli intestini di lepri e conigli, e la tenia formata può raggiungere la lunghezza di un metro.

  • Cenuro: è la meno diffusa delle tenie del cane, e la sua larva si trova soprattutto nel cervello della pecora e dei bovini.

Il comportamento del cane che è infestato dalla tenia (e non è raro il caso che ne abbia di vario genere e in gran numero) è tipico.

A volte ha un appetito che lo spinge a divorare grandi quantità di cibo, altre volte si rifiuta di nutrirsi: ha periodi in cui è tormentato da diarree irrefrenabili, alternati a periodi di grande stitichezza. Vomita spesso, dimagra a vista d’occhio, ha sete, ha il pelo opaco e ispido, e non è raro l’insorgere di disturbi nervosi che si manifestano con convulsioni, contrazioni e crisi molto simili a quelle causate dall’epilessia.

Se avete il sospetto che il vostro cane sia infestato dai vermi, dategli un leggero purgante, e se nelle feci compaiono piccole o grandi matasse di vermi bianchi, che può riconoscere anche un profano, allora è necessario intervenire con un preparato adatto (antielmintico o vermifugo).

Chiedete sempre consiglio al veterinario prima di sottoporre il cane a una cura contro i vermi, e dopo che sarete in grado di descrivere come sono quelli comparsi nelle feci dell’animale.

Tubercolosi polmonare

Non è una malattia frequente nei cani, ma è interessante tuttavia sapere che se un cane ha contratto la malattia è quasi sempre perché è stato contagiato dall’uomo.

I sintomi della tubercolosi polmonare non sono mai molto chiari, ma un cane amato dal suo padrone deve essere portato subito dal veterinario appena manifesta un malessere; in tal modo può essere salvato nella maggior parte dei casi, anche quando viene aggredito da una malattia grave.

Tuttavia accade che malgrado tutto l’amore che si può nutrire nei riguardi di un cane, è necessario sopprimere l’animale perché non contagi i suoi padroni.

È il caso del cane colpito da tubercolosi quando la malattia non è stata diagnosticata in tempo, e ormai non vi è molto da fare per salvare la povera bestia.

Vermi piatti (vedi Tenia)

Vermi rotondi

Si dividono in ascaridi e ossiuridi.

Ascaridi. La loro forma è caratteristica. Lunghi, lisci, cilindrici, biancastri, si dividono a loro volta in ascaris marginata della lunghezza da 5 a 14 cm circa, e ascaris limbata che non raggiunge mai una misura superiore da 2 a 5 cm.

Sono colpiti da ascaridi soprattutto i cuccioli che si infestano attraverso l’acqua impura e contenente le larve di questi parassiti. Per gli ascaridi non è necessario come per le tenie, l’ospite intermedio. La larva di un ascaride matura all’esterno e passa nell’animale quando ha già assunto la forma definitiva.

Gli ascaridi si moltiplicano in un modo inverosimile: quando sono ancora in numero modesto, il cane non manifesta alcun disturbo, ma quando se ne sono formati dei grossi gomitoli, è anche possibile che si verifichi l’occlusione dell’intestino che porta velocemente l’animale alla morte.

Questo disturbo è uno dei responsabili della fine di molti cuccioli.

Accade qualche volta che gli ascaridi passino dall’intestino allo stomaco, e da qui il cane li espelle attraverso il vomito.

I sintomi che denunciano nel cane la presenza di ascaridi sono uguali a quelli manifestati per la tenia. Oltre alla presenza di vermi nelle feci, si registra anche un alito che ricorda molto l’odore dell’aglio.

Non fidatevi mai di ciò che vi possono consigliare persone non qualificate, ma interpellate sempre il veterinario perché non è vero che l’eliminazione dei vermi di un cane sia una cosa che non presenta difficoltà. È invece facile intossicare gli animali con dosi sbagliate di vermifughi.

Ossiuridi. Come s’è visto sono simili agli ascaridi ma di proporzioni più piccole.

Gli ossiuridi sono parassiti molto difficili da eliminare, per cui, oltre a sottoporre il cane alla cura di vermifughi che vi sarete fatti prescrivere dal medico, sarà opportuno che gli pratichiate qualche clistere di acqua tiepida in cui avrete mescolato poche gocce di aceto, o un pizzico di sapone in scaglie.

Vomito

Questo disturbo non si può classificarlo nelle malattie vere e proprie, ma è piuttosto il sintomo attraverso il quale si manifestano alcune malattie.

Spesso è irrefrenabile e dura parecchi giorni durante i quali la povera bestia che ne è colpita rimane spossata e non si regge in piedi.

Se la causa che provoca il vomito è una indigestione, il cane stesso cerca di curarsi mangiando dell’erba che lo possa aiutare a svuotare lo stomaco.

Potete tentare di porgere aiuto al vostro cane somministrandogli, a cucchiaiate, una miscela in parti uguali di caffè forte e freddo, e succo di limone.

Non permettete però che il cane si indebolisca: se continua a vomitare, e non può nutrirsi, chiedete al veterinario che gli prescriva un emetico, dopo che avrà stabilito la causa del malessere e la conseguente cura.

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